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I nostri vini

La terra del Sangiovese e non solo

La Romagna è la terra del Sangiovese, la coltivazione di questo vitigno rappresenta il 70% di tutti i vigneti romagnoli ed è quindi il vino più famoso della nostra terra, seguito dall’Albana.

I vigneti si estendono per diversi chilometri a partire da Ozzano dell’Emilia fino ad arrivare al promontorio di Gabicce Monte nelle Marche. Questi vitigni sono stanziati in un variegato paesaggio che si estende sulle vallate, sulle colline fino ad arrivare alla grande pianura che termina con il limite naturale rappresentato dal mar Adriatico.

Nelle terre di Romagna si produce un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, l’Albana di Romagna e dieci vini a Denominazione di Origine Controllata: Sangiovese, Trebbiano, Pagadebit, Cagnina, tutti seguiti dalla dicitura “di Romagna”, Romagna Albana Spumante e Bosco Eliceo.

Il territorio del vino riminese che comprende anche Cattolica si estende tra le valli del fiume Marecchia e del fiume Conca. E’ un territorio ricco di storia, borghi e rocche malatestiane che da Santarcangelo di Romagna (la città del grande Tonino Guerra), si estende fino al Montefeltro, fino allo sperone di Gabicce sul mare di Cattolica, in un paesaggio che racchiude al suo interno in maniera armonica e naturale: monte, pianura e mare. Questa zona è caratterizzata da vini sapidi ed equilibrati (Trebbiano, Pagadebit, Biancame e Pignoletto), è dal suo vino più famoso: Il Sangiovese. Quest’ultimo un tempo leggero e fruttato adatto per accompagnare i pasti di numerose specialità culinarie marinare della zona, oggi si presenta come un vino che ha acquisito maggior nerbo e una classe da esportare con vanto e competenza.

La nuova Doc Colli di Rimini comprende tra i rossi, oltre al Sangiovese, il Cabernet, il Merlot, il Barbera e il Montepulciano, mentre tra i bianchi Chardonnay e Sauvignon.

SANGIOVESE

Le prime notizie storiche riguardanti il Sangiovese risalgono al Trattato della coltivazione della vite (1600) del Solderini e all’Agricoltore sperimentato (1726) del Trinci.

In seguito, per merito di pochi intelligenti vignaioli, il Sangiovese di Romagna assume definitivamente una propria identità, in territorio italiano, ma anche all’estero (soprattutto a Londra, Parigi e Copenaghen).

Il Sangiovese come vino varietale ha avuto origine dall’antica coltivazione in Romagna, sua patria elettiva.

La zona del Sangiovese di Romagna è talmente estesa che abbraccia cinque diverse aree nelle colline di Imola, Faenza, Forlì, Cesena e Rimini. All’interno di ogni zona vi sono macroaree che per diversità di terreno, di esposizione dei vigneti, di antica e consolidata tradizione, si distinguono per il loro Sangiovesi con caratteri e personalità diverse.

E’ un vino molto versatile dal punto di vista enologico, può dare vini freschi, fruttati, gradevoli, da bersi giovani, ma anche grandi vini da medio e lungo invecchiamento. Inoltre è un’ottima base per uvaggi molto importanti con il cabernet-sauvignon o il merlot e in tantissimi vini rossi toscani, marchigiani e umbri.

TREBBIANO

E’ un vitigno autoctono che fece la sua comparsa in Romagna con l’avvento del popolo etrusco, che dopo la bonifica delle terre ne coltivò gran parte delle terre romagnole.

Con il passare degli anni, dall’antico ceppo del trebbiano è nata una famiglia di vitigni, alcuni dei quali strettamente imparentati e altri somiglianti. In Romagna questi vitigni vengono coltivati soprattutto nella vasta pianura al di là della via Emilia verso il mare. Il trebbiano nel clone montanaro, una varietà molto generosa dal quale si ottengono vini leggeri e piacevoli, rappresenta il 90% della produzione, mentre il trebbiano romagnolo, detto anche “trebbiano della fiamma” per il colore rossastro che assume a maturazione della parte esposta al sole, è coltivato in alcune località collinari nelle quali si ottengono vini dotati di maggiore carattere e persionalità.