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La Regina del mare

VALBRUNA

la città sommersa

Antiche storie, tramandate attorno ai fuochi delle notti di tempesta, raccontano di una città perduta, interessata dai traffici di olio e vino, sorta in tempi remoti sulla sommità del promontorio di Gabicce.

Un giorno infausto una potente regina d’Illiria (Dalmazia) stava veleggiando lungo la costa quando era ormai prossimo il tramonto. Nessuna barca le andò in contro per omaggiare il suo passaggio e la sovrana chiese irritata rivolgendosi ad un marinaio del suo equipaggio: << Perché le barche di questo porto non si avvicinano a rendermi omaggio, come avviene al mio passaggio? Di chi sono i tetti che vedo scintillare sopra quella valle bruna? >>.

Il marinaio rispose: << Quella è superba Crustumia, ricoperta d’oro, che ostenta i suoi tesori >>.

La regina adirata dalla superbia di queste ricchezze ostentate disse: << Ebbene, che sprofondi questa città irrispettosa, né farò dono a tritoni e sirene nel fondo dei mari >>.

In men che non si dica la regina, strega dei mari, agitò le mani tagliando l’aria e radunando nubi che scatenarono gli elementi naturali. Un maremoto di proporzioni gigantesche sollevò le onde fino alle mura della città e la trascinò in fondo al mare quella notte stessa. Le sirene non furono però felici del dono della regina, che le aveva private per sempre della vista degli aitanti pescatori del luogo. Nelle giornata serene, attraverso l’acqua limpida, si possono ancora distinguere i resti delle mura sul fondale sabbioso, che contribuiscono ad alimentare questa leggenda.