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“LEI è una riflessione pittorica sulla donna”

Mauro Drudi

“LEI è una riflessione pittorica sulla donna” che incrina la superficie patinata della felicità così come quella ruvida e dolorosa della sofferenza introducendoci in una realtà che spesso, per paura o per pigrizia, non riusciamo o non vogliamo vedere”.

Così Mauro Drudi, pittore, scultore e scrittore cattolichino, ci introduce alla sua nuova mostra allestita all’interno della Chiesa di Sant’Agostino di Cesena, visitabile fino a Gennaio.

L’dea nasce nel lontano 2013, quando il poliedrico artista, da sempre alla ricerca della sua Marilyn, trova finalmente la sua donna ideale nel volto dell’Annunziata di Antonello da Messina. Quest’ultima irradiata da una luce laterale che ne fa emergere la figura dal nulla, riesce ad affascinarlo, attraverso i suoi occhi dipinti, che non guardano verso lo spettatore di fronte a sè, ma alla sua destra e leggermente verso il basso e questo la rende affascinante, sfuggente, enigmatica, profonda e malinconica. Il piccolo e splendido capolavoro dipinto nel 1476 a olio su tavola, in cui viene ritratta di tre quarti la Vergine Maria davanti ad un libro aperto, è fonte di ispirazione per Drudi. Da quella scoperta in poi, lavorerà senza sosta, dando libero sfogo ad una prodigiosa produzione pittorica, che lo porterà a realizzare e dipingere più di 1000 quadri  raffiguranti con tecniche e accostamenti cromatici tra i più vari, la sua musa.

Quella di Cesena non è una mostra comune, è qualcosa di più e lo si nota subito affacciandosi alla porta di ingresso dell’Ottocentesca Chiesa di Sant’Agostino. Da fuori infatti, il contrasto tra l’alta e spoglia parete in mattoncini della chiesa e il tripudio di colori ed immagini colorate e POP art, che si intravedono dall’ingresso, sono un irresistibile invito ad entrare. Le aspettative immaginate prima di entrare e la curiosità di scoprire cosa ci sia all’interno della chiesa, non sono nulla rispetto a quello che realmente si trova all’interno.

All’intero della Chiesa di Sant’Agostino infatti, ci si ritrova davanti ad un’installazione pittorica straordinaria, grandiosa, qualcosa di unico non solo in Italia ma nel mondo. Quella di Drudi è un’opera di forte impatto visivo, che l’estroso e geniale pittore dedicata a Lei, la donna, attraverso l’accostamento di più di ottocento quadri che raffigurano la stessa donna in maniera unica ed evocativa di tanti possibili e infiniti universi femminili. Ogni quadro è un pezzo unico dipinto a mano, a pennello o in qualche caso con la tecnica street art dello stencil, su tela, legni di vario tipo, metallo, vetroresina, carta, cartoncino, plastica. Ogni donna raffigurata nei quadri illumina l’altra e se stessa ed ogni cosa le stia attorno, ogni particolare ogni elemento della donna è riconoscibile e diverso l’uno dall’altro. Ogni copia si differenzia dall’altra, esaltando il concetto di paradosso. Drudi indaga e ci mostra un universo che non riguarda solo il mondo femminile, ma spazia intercettando tutta la condizione umana che pur assomigliandosi, ha in realtà molteplici maschere, modi diversi di vivere, di percepire il mondo, di pensare, di essere felice o di gioire, di essere tristi o sofferenti, oppure essere semplicemente se stessi in modo autentico ed unico.

Mauro Drudi presenta così la sua installazione ed opera:

La parte sinistra rappresenta la donna “negata”, cioè la donna che in varie parti del mondo non ha diritti e subisce soprusi, quella di destra la donna “positiva, cioè la donna occidentale, apparentemente tranquilla, felice e solare. Ma lo sguardo dell’Annunziata è sempre lo stesso, come a metterci in guardia dall’inganno delle apparenze, perché la felicità così come la sofferenza non è mai così truce anche quando trasuda da un squarcio profondo.

Quella di Drudi è un’opera potente, qualcosa di veramente straordinario, è un’opera che racchiude tante vite, tante storie, tante sensazioni ed emozioni. Un’opera universale in cui ogni visitatore percepisce qualcosa di diverso e personale. Un’opera mutevole, che non è mai come il giorno prima, ma cambia il giorno dopo e va rivista più volte per coglierne gli spunti, le potenzialità, l’energia, la tranquillità che comunica e tutte le sensazioni che è capace di suscitare nel visitatore. Guadando la sua opera non si può non rimanere affascinati dal continuo incontro di qualcosa di nuovo, di un particolare che ci attira, ci intriga, o semplicemente ci piace tra quelli contenuti nei tantissimi quadri che compongo l’intera opera. LEI è una mostra che ci prende come un bellissimo film in cui non ci si annoia mai e che si ha voglia di rivedere. Nell’opera di Drudi però la trama prosegue ed ognuno può dare la propria interpretazione o un finale inaspettato. Quella di Drudi non è una semplice mostra è un capolavoro.

 

Dal 4 Novembre 2023 al 28 Gennaio 2024, a Cesena presso la Chiesa di Sant’Agostino, nei seguenti orario e giorni: dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 – sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00