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Leonardo da Vinci in Romagna

Cesare Borgia incarica Leonardo

di ridisegnare

la Romagna

Mi piace immaginare che Leonardo avrebbe apprezzato la veduta dai balconi dell'Hotel Lungomare, per poter studiare e disegnare il territorio della costa romagnola

Mi piace immaginare che Leonardo avrebbe apprezzato la veduta dai balconi dell’Hotel Lungomare, per poter studiare e disegnare il territorio della costa romagnola

Alla fine del Quattrocento la Romagna apparteneva allo Stato Pontificio, ma di fatto le città erano dominate il potere trasformando le istituzioni medievali in signorie. I Papi che si erano succeduti negli ultimi due secoli avevano tentato in più occasioni di riaffermare la propria autorità, tentando di consolidare un territorio molto instabile ed esposto alle mire degli stati vicini. Fallirono nel loro tentativo e la situazione mutò radicalmente quando sulla scena romagnola si affaccia Cesare Borgia, figlio del cardinale Rodrigo Borgia, divenuto Papa nel 1492 con il nome Alessandro VI.

Cesare Borgia detto il Valentino, era nato nel 1475 ed è a quel tempo ritenuto l’uomo della provvidenza. La personalità ideale per condurre la Romagna ad avere un unico stabile dominio capace di assumere un ruolo importante come  baluardo del confine settentrionale dello Stato della Chiesa.

Cesare com’era consuetudine per i secondogeniti  diventa cardinale a diciotto anni, ma alla vita religiosa preferisce la caccia e la brama di potere. Quando il fratello maggiore viene trovato morto nel Tevere, Cesare finisce tra i sospettati. In assenza di prove non verrà mai dichiarato colpevole e da quel momento diviene il destinatario delle ambizioni del padre. A nome della famiglia Borgia concretizza una fondamentale alleanza con il Papa e il re di Francia, Luigi XII. Quest’ultimo convoca il giovane Cesare in territorio francese ed è qui che conosce Charlotte d’Albret, che diverrà sua sposa. Luigi XII creerà per lui il ducato del Valentinois concedendogli anche di mostrare i tre gigli di Francia nel suo stemma e sigillo.

Cesare aveva l’intento di unificare la Romagna in un unico ducato e per perseguirlo parte alla conquista delle altre signorie dell’Italia centrale, consolidando ed estendendo il proprio dominio. Forte dell’appoggio del re di Francia, le azioni di conquista del Borgia diventano rilevanti a partire dal 1499. In quell’anno dopo la cacciata di Ludovico il Moro, il 6 ottobre accompagna luigi XII a varcare l’ingresso di Milano ed è in quell’occasione che incontra Leonardo, che da anni faceva parte della corte del Moro. La conquista prosegue verso Imola, che dopo pochi giorni d’assedio cade l’11 dicembre. Il Borgia non si ferma e il 12 gennaio del 1500, fa cadere anche Forlì, vanificando la resistenza inutile della duchessa Caterina Sforza.

Il consiglio cittadino di Cesena, vista la sorte delle precedenti città, accetta di consegnarsi al Valentino senza combattere. Cesena verrà scelta come sede del ducato e luogo adatto da cui amministrare ed organizzare il territorio. Il Valentino passa il Natale a Cesena bloccato dalla neve. L’inarrestabile avanzata dei Borgia riprende il 28 ottobre con la presa di Pesaro e due giorni dopo di Rimini, cacciando Pandolfo IV Malatesta.  Dopo un lungo ’assedio, Faenza cade definitivamente alla fine dell’aprile 1501. Grazie ad un trattato riesce ad ottenere Castel Bolognese dai Bentivoglio ed il 15 maggio il Papa formalizza il suo dominio con il titolo di duce di Romagna. All’inizio del 1503 l’espansione territoriale di Cesare Borgia volge al termine. In seguito alla morte del padre (Papa Alessandro VI) avvenuta il 18 agosto dello stesso anno, il tragico evento determina un consistente arretramento del legame che c’era tra i Borgia e il re di Francia, con conseguente perdita di protezione da parte dei francesi e minore autorità riconosciuta nella figura del Valentino.

La sorte ha voltato le spalle a Cesare, che vede il suo potere diminuire e in balia degli eventi si ritrova ad essere sempre più isolato. Dopo il breve pontificato di Pio III, che dura solo ventisei giorni, subentra Giulio II, che toglie il governo della Romagna al Valentino, ordinandone l’imprigionamento a Castel Sant’Angelo. Cesare è costretto alla fuga e per cercare di mantenere quel poco di potere che gli rimaneva si rifugia da cognato in Spagna. Il 12 marzo del 1507 viene ucciso in uno scontro con alcuni vassalli ribelli, sotto al castello di Viana.

La Romagna senza il controllo dei Borgia sembra destinata a tornare alla mercè dei signori locali ed esposta alle mire degli stati vicini, in particolar modo Venezia. La situazione si stabilizza nel 1509 quando la Lega di Cambrai (fu una coalizione militare contro la Repubblica di Venezia formata il 10 dicembre 1508) vincendo ad Agnadello riesce a bloccare le mire espansionistiche dei veneziani. Tutta la Romagna diventerà parte dello Stato della Chiesa per oltre tre secoli, fino all’unità d’Italia.

LEONARDO DA VINCI – Il CODICE L

Dei sui mesi trascorsi in Romagna possiamo conoscere ed avere informazioni attraverso due documenti: il taccuino manoscritto noto come “Codice L” e la “lettera patente” con funzione di lasciapassare, rilasciata a Leonardo da Cesare Borgia. Il Codice L ci rivela le date e gli appunti presi durante il suo viaggio in Romagna, mentre il lasciapassare ci indica il motivo, il contesto e le ragioni per cui lo ha intrapreso.

Il codice L è un piccolissimo taccuino di carta di 109 x 72 millimetri, composto da 94 fogli, numerati dalla mano di Francesco Melzi, allievo ed erede di Leonardo alla sua morte. Da Vinci scrive e disegna su questo taccuino in modo del tutto personale e senza seguire l’ordine delle pagine. Iniziò ad utilizzare il taccuino quando era alla corte di Ludovico il Moro e lo terminò alla fine del servizio per i Borgia. Oltre alle date e alle annotazioni, che mettono in luce le varie tappe del proprio viaggio, ci sono anche disegni con riferimenti chiari a determinati luoghi ed edifici, che studiosi esperti sono riusciti ad interpretare e identificare. Insomma il codice L è un manoscritto interessante e affascinante, che documenta attraverso appunti e disegni, il passaggio di Leonardo in Romagna, alle dipendenze di Cesare Borgia.

La caduta del ducato di Ludovico il Moro ad opera dell’esercito francese e dei Borgia avvenuta nel 1499 aveva segnato la fine di un prolifico e importante lungo periodo di vita di Leonardo. Il Valentino aveva l’urgente problema di difendere il nuovo ducato dai tentativi di riconquista da parte dei signori spodestati e doveva quindi potenziare e aggiornare tutte le proprie fortificazioni. In quegli anni le armi da fuoco stavano rivoluzionando le tecniche di guerra, pertanto anche le strutture difensive necessitavano di adattamenti. Vengono chiamati i migliori architetti ed ingegneri dell’epoca, tra i quali Leonardo, che Cesare ritiene essere la persona più adatta a questo genere di rinnovamento architettonico ed ingegneristico.

E’ difficile stabilire quando inizia la collaborazione tra Leonardo e Cesare, tuttavia un documento risalente alla fine del 1499, in concomitanza con la caduta di Ludovico il Moro, rivela alcuni appunti relativi ad un incontro avvenuto con Luigi di Lussemburgo (conte di Ligny). Quest’ultimo era uno dei condottieri delle milizie francesi che insieme a Luigi XII e a Cesare Borgia avevano fatto il loro ingresso a Milano il 6 ottobre del 1499. Molto probabilmente la conoscenza con il conte gli ha permesso di avvicinarsi al nuovo governo costituito dai Borgia.

Di seguito riporto le tappe del viaggio in Romagna di Leonardo:

RIMINI

Secondo le annotazioni relative a Rimini, Leonardo si fermerà a Rimini durante una giornata estiva. Sostando di fronte alla Fontana della Pigna, tutt’ora presente al centro della Piazza Cavour, ebbe un’intuizione, che lo portò a progettare un organo idraulico ispirato dagli zampilli d’acqua della fontana.

Un avveniristico congegno che avrebbe utilizzato l’acqua non come pompa, ma facendo “suonare” l’acqua stessa, cadendo dentro vasi di diversa forma.

“Fassi un’armonia colle diverse cadute d’acqua, come vedesti alla fonte di Rimini, come vedesti addì 8 d’agosto 1502”.

Nel 2003 a Rimini si tenne una mostra dedicata a Macchiavelli, Leonardo e Cesare Borgia, in quell’occasione fu realizzato un organo idraulico per omaggiare l’invenzione e la storia del più grande inventore del mondo. Questo macchinario frutto di un’idea di Leonardo è tutt’ora esposto al Museo della città di Rimini

CESENA

Altri appunti presenti all’interno del Codice L, confermano la presenza di Leonardo per un lungo periodo a Cesena. Molto probabilmente raggiunge Cesena in concomitanza con la festa di San Lorenzo, tra il 10 e il 15 agosto per poi fermarsi fino ai primi di settembre. Cesena era il luogo che Casere Borgia aveva scelto come capitale del ducato. Il Valentino chiese a Leonardo di progettare un gran numero di opere architettoniche: il palazzo ducale, un canale navigabile fino a Cesenatico, la fontana nella piazza, il tribunale, l’università, la piazza d’armi, migliorare ed abbellire la città…

A Cesena fu quindi incaricato di un ambizioso e grandioso progetto, fatto di opere civili complesse e all’avanguardia. Qui Leonardo studia, analizza ed effettua rilievi delle opere difensive, comprese le mura cittadine e la rocca.

Il PORTO DI CESENATICO

Era di primaria importanza sia ragioni militari, che per ragioni commerciali. Con la sua fortezza rappresentava un presidio della costa a difesa di eventuali sbarchi e scorrerie dei pirati. All’interno del Codice L sono presenti due disegni che ritraggono il porto di Cesenatico: uno riguarda la veduta di massima e schizzata in maniera approssimativa effettuata da Leonardo dalla sommità del mastio della rocca posto a difesa del porto, l’altro è invece un rilievo più tecnico e specifico con misure e quote.

Verso i primi di settembre Leonardo raggiunse poi Cesenatico. Il Porto Canale  rischiava di insabbiarsi all’imboccatura e il genio fiorentino ne compì il rilievo e ne fece un disegna a volo d’uccello, portandosi in cima al faro per poterne vedere meglio la struttura e suggerire interventi migliorativi all’approdo preesistente. Studiò modifiche relative all’orientamento e alla lunghezza delle singole palizzate e sull’ampliamento dei bacini collegati, affinché l’acqua del mare potesse entrare e accumularsi, bloccata da paratie mobili, per poi defluire con rapidità durante le basse maree e col deflusso tener libero l’ingresso.

Nel velario del teatro del comune di Cesenatico c’è un dipinto datato 1865, realizzato dal pittore forlivese Pompeo Randi, che però andrà perduto nell’immediato dopoguerra e sostituito con un fedele rifacimento nel 2004. Questo dipinto che ricorda i rilievi effettuati da Leonardo, per anni contribuisce ad alimentare la credenza che il progetto del porto canale di Cesenatico sia da attribuire a Da Vinci.

Lo storico d’arte Luca Beltrami, smentisce questa falsa credenza, specificando nel 1916, che Leonardo fu artefice soltanto di misurazioni e rilievi di ciò che già esisteva al quale intendeva apportare modifiche.

Un’ulteriore smentita arriverà negli anni Novanta, da parte dell’architetto e storico Giordano Conti, che attraverso il proprio studio e pubblicazione di numeroso materiale d’archivio, riuscirà a provare come in tutto il Quattrocento fosse già presente il porto canale, che molti avevano attribuito a Leonardo, ma che invece il genio nato ad Anchiano (Firenze), aveva solo misurato e abbozzato qualche modifica nel suo taccuino, senza che essere prendessero mai forma concreta. Il porto canale era infatti già presente e attivo nei primi anni del Trecento, frutto di una realizzazione tecnica facente parte di una cultura idraulica molto diffusa nelle realtà marittime e portuali dell’epoca.

SULLE TRACCE DI LEONARDO

Per chi ama conosce la Romagna, un viaggio ideale è quello di ripercorrere le orme di Leonardo. Si può partire da Urbino, facendo il giro delle mura rilevate da Leonardo, dalle quali si può ammirare il panorama della città, in modo particolare dalla sommità della Fortezza Albornoz. Imperdibile è la visita al Palazzo Ducale dove Leonardo si incontrò con Cesare Borgia per ricevere l’incarco per i sopraluoghi.

Dopo Urbino si procede e si arriva a Pesaro, per una breve sosta a Rocca Costanza rilevata anch’essa da Leonardo. Da Pesaro passando per la strada panoramica del Monte San Bartolo in direzione di Rimini, ci si può immedesimare nel grande inventore che da quell’altura a picco sul mare si fermo con ogni probabilità ad osservare il mare Adriatico. Da qui attraversando in macchina Cattolica, Misano Adriatico e Riccione, si arriva a Rimini e a piedi passando sotto il magnifico Arco di Augusto si continua fino a Piazza Cavour per raggiungere la Fontana della Pigna, che ispirò Leonardo nella sua invenzione. A Rimini è d’obbligo la visita al Tempio Malatestiano, opera di Leon Battista Alberti, con decorazioni di Agostino di Duccio ed un affresco di Piero della Francesca, sicuramente visitato da Leonardo durante il proprio viaggio in Romagna.

Dopo Rimini il nostro viaggio sulle tracce di Leonardo prosegue verso la capitale del ducato dei Borgia: Cesena. Qui si potranno visitare le mura e la rocca rilevate da Leonardo. Immancabile è la visita della Biblioteca Malatestiana, la prima biblioteca pubblica del mondo, contenente migliaia di libri antichi e preziosi.

Dopo Cesena si va poi a Cesenatico a vedere il famoso porto canale erroneamente attribuito a Leonardo, ma di cui esistono studi tecnici e ragionamenti architettonici unici, partoriti proprio da quest’ultimo. Qui si può visitare uno dei più completi e interessanti musei della marineria del medio Adriatico.

Se ne frattempo è arrivata la sera, vi consiglio di fermarvi a cenare in uno dei caratteristici e accoglienti ristoranti di pesce presenti lungo entrambe le banchine del porto canale.